Centro Studi Storici Maceratesi - Macerata

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62100 MACERATA, via G.Verdi 10/A

Codice Fiscale: 80012560431  

Conto Corrente Postale: 12769626

E-mail:  studistoricimaceratesi@gmail.com

Recapiti telefonici: 3392009027, 3383409475, 3480368861

IBAN: IT26H0306913408100000005344

Rinvio del 56° Convegno di Studi Maceratesi
Il perdurare della situazione epidemiologica da Covid-19 ha costretto il Direttivo del Centro Studi Storici Maceratesi a rinviare l’annuale Convegno previsto per il corrente mese di novembre sul tema
Tra sacro e profano: celebrazioni e cerimonie religiose, feste e divertimenti nel Maceratese, secoli XV-XX”.
Nella speranza che si ristabiliscano quanto prima le condizioni di normalità, si auspica che il Convegno possa essere svolto nella primavera 2021 (aprile-maggio). Non appena possibile, sarà data informazione della data e del programma.
Iniziativa a sostegno della Croce Rossa di Macerata
In questo periodo particolare e inaspettato della vita di ognuno di noi, anche il Centro Studi Storici Maceratesi ha deciso di essere presente, offrendo a chi fosse interessato le sue pubblicazioni a fronte di una donazione alla Croce Rossa Italiana - Comitato di Macerata, molto impegnata nell’emergenza epidemiologica in corso.  
Il Centro Studi Storici Maceratesi, in 54 anni di attività culturale, mai interrotta, ha pubblicato 53 volumi con gli atti dei convegni annuali riguardanti tematiche relative alla storia del Maceratese e delle Marche centro-meridionali.
Coloro che fossero interessati ad avere uno o più volumi provvederanno a fare una donazione di almeno 10 euro (a fronte del valore reale di 30 euro) per ogni volume scelto (vedi indicazioni in nota) e a darne comunicazione al Centro Studi come segue:

1) bonifico bancario intestato alla Croce Rossa Italiana Comitato di Macerata ODV (IBAN: IT80M0311113401000000021630), con causale: “Iniziativa del Centro Studi Storici Maceratesi problema Covid19”;

2) contestualmente a quanto previsto al punto 1), invio di una mail a: studistoricimaceratesi@gmail.com con la copia del bonifico effettuato, l’indicazione dell’indirizzo dove recapitare il volume, il numero e il titolo del volume richiesto e un recapito telefonico.

Successivamente il Centro Studi provvederà alla spedizione dei volumi, facendosi carico delle spese postali e ogni altro onere, non appena la situazione epidemiologica e le conseguenti norme sul distanziamento sociale lo consentiranno.
Per info anche: 3383409475 – 3480368861 – 3392009027

L'iniziativa si concluderà alla fine del mese di giugno 2020.

Nota
Per visionare l’elenco dei volumi, le tematiche in ognuno trattate e, quindi, provvedere alla scelta, cliccare QUI.
Si precisa che i volumi hanno un numero di pagine che va dalle 400 alle 750.


In preparazione il volume 54 di Studi Maceratesi
E’ in preparazione il volume 54 di Studi Maceratesi, comprendente gli atti del Convegno svoltosi ad Appignano il 24-25 novembre 2018 sul tema Andamento del clima e fenomeni meteorologici di rilievo nelle Marche centro-meridionali.
Alla Presentazione del Presidente del Centro Studi Storici Maceratesi Alberto Meriggi e ai saluti portati dalle Autorità locali al Convegno, seguono la prolusione di Carlo Pongetti e i saggi di Carlo Vernelli, Daniela Casadidio, Carlo Verducci, Mariella Troscè, Ivano Palmucci, Luca Barbini, Redo Fusari, Rossano Morici, Maurizio Di Marino, Matteo Gentilucci, Fernando Pallocchini; a questi,  si  aggiungono  tre contributi
- rispettivamente di Mario Buldorini, Roberto Bronzi e Jacopo Curi - non legati al tema del Convegno ma riguardanti la storia di Appignano.

Il Presidente e il Consiglio Direttivo del Centro Studi auspicano che, nonostante le difficoltà connesse all’attuale emergenza sanitaria, sia possibile realizzare la pubblicazione in tempo utile per il prossimo Convegno programmato per il mese di novembre.

Un momento del Convegno di Appignano
(24-25 novembre 2018)

A seguito delle misure disposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
con Decreto del 4 marzo u.s.,
l'incontro previsto per venerdì 13 marzo
è annullato e rinviato a data da destinarsi.

Il Presidente
Prof. Alberto Meriggi
Sabato 23 e domenica 24 novembre il Comune di Montecassiano ha ospitato il 55° Convegno annuale organizzato dal Centro Studi Storici Maceratesi, che dal 1965 non ha mai interrotto la propria attività culturale con convegni riguardanti la storia locale e relativa pubblicazione degli atti e con altri eventi culturali organizzati nel corso dell’anno.
Il Convegno di quest’anno ha avuto come tema la storia delle donne: “Donne nella Marca. Spazi, ruoli, relazioni, ricchezze (secc. XIII-XX)”. L’argomento è stato sviluppato attraverso venti relazioni tenute da studiosi che hanno svolto ricerche sulla storia delle donne sotto vari aspetti e nelle diverse epoche.
Anche questo Convegno, com’è da sempre nella tradizione del Centro Studi, si è proposto come una realizzazione ad alto contenuto scientifico, per la cura delle indagini svolte dai relatori, per l’assoluta attenzione alla documentazione rinvenuta, per lo più inedita, e per la competenza degli studiosi che vi hanno partecipato. Tutti i relatori hanno messo al centro delle indagini e delle riflessioni questioni diverse riguardanti vari profili e tipologie di donne presenti nel tempo nel Maceratese e nelle Marche centro-meridionali. Le storie di donne singole e di comunità femminili nella maggior parte dei casi hanno preso le mosse dai problemi e dalle situazioni che le contingenze sociali, economiche e politiche del periodo indagato proponevano. Si è parlato di donne dimenticate che hanno esercitato ruoli di straordinaria importanza nella cultura e nella politica, di comunità femminili religiose e laiche, di donne imprenditrici e operanti nella giurisprudenza, di figure femminili delle classi popolari e di donne nobili, di doti matrimoniali e di reati sessuali e di molto altro.
Una indagine storica su questo argomento, anche se circoscritta ad un’area limitata, rappresenta certamente una novità di un certo rilievo proprio perché a tutt’oggi non esiste nel Maceratese uno studio organico e ad ampio respiro sulla storia delle donne. Colmare questa lacuna è stato il principale obiettivo del Convegno e il volume degli atti che verrà pubblicato rappresenterà uno strumento prezioso anche come base per ulteriori approfondimenti delle tematiche trattate. Nel programma del Convegno sono state inserite quattro relazioni riguardanti la storia di Montecassiano.
Nell’organizzazione del Convegno ha collaborato anche il locale Circolo Culturale A. Scaramuccia.
I lavori sono stati aperti dal prof. Alberto Meriggi, presidente del Centro Studi, a cui hanno fatto seguito i saluti del sindaco di Montecassiano Leonardo Catena e dell’assessore alla cultura Cinzia Paolucci. Durante il Convegno la Segreteria è stata a disposizione per nuove iscrizioni e per la consegna ai soci in regola del volume 53 pubblicato in ricordo del prof. Pio Cartechini.

25 ottobre: ricordato il Prof. Pio Cartechini
Presentato il volume di Studi Maceratesi a lui dedicato
Venerdì 25 ottobre, presso la Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, su iniziativa del Centro Studi Storici Maceratesi e con il patrocinio del Comune di Macerata è stato ricordato il prof. Pio Cartechini, fondatore e per 52 anni Presidente del Centro Studi, ed è stato presentato il vol. 53 di Studi maceratesi a lui dedicato.

Dopo l'introduzione dell'attuale Presidente Prof. Alberto Meriggi, si sono succeduti gli interventi del vescovo diocesano Mons. Nazzareno Marconi, del sindaco di Macerata Avv. Romano Carancini, dell'On. Irene Manzi, della direttrice dell'Archivio di Stato di Macerata Dott.ssa Fausta Pennesi, del Dott. Giancarlo Cartechini, del Prof. Pier Luigi Falaschi.

Il Prof. Giammario Borri ha presentato il volume n. 53 di Studi Maceratesi, dedicato al Prof. Cartechini come il Convegno Nuove indagini storico-archivistiche su Macerata e il suo territorio svoltosi nel 2017 di cui il volume contiene gli atti  [Testo della Presentazione].

Introduzione del Prof. Alberto Meriggi
Buon pomeriggio e un cordiale benvenuto a tutti voi, alle autorità presenti, e un grazie per essere intervenuti a questo incontro che il Centro Studi Storici Maceratesi ha organizzato, unitamente al Comune di Macerata, per ricordare il prof. Pio Cartechini che, come spesso amiamo sottolineare  nei  nostri  appuntamenti,  è  stato  uno  dei  fondatori del
Centro Studi nel lontano 1965 e per 50 anni ne è stato presidente, praticamente fino alla morte avvenuta tre anni fa.
Un grazie alla Direzione di questa Biblioteca per averci messo a disposizione questa sala.
Questo appuntamento risulta del tutto inusuale, inconsueto, per il Centro Studi perché per la prima volta viene presentato l’ultimo volume degli atti di un nostro convegno, non solo in occasione del successivo convegno annuale, come sempre è accaduto, ma anche in una circostanza precedente, che è questa, un'occasione creata appositamente.
Questo oggi accade perché il volume n. 53 contiene gli atti del convegno celebrato nel 2017, dedicato al prof. Pio Cartechini e anche il volume degli atti è a lui dedicato.  E’ la prima volta che un convegno e uno dei 53 volumi della nostra collana “Studi Maceratesi” vengono dedicati ad una persona. Ma questo è un caso particolare e di grande significato e valore per la nostra Associazione. Il convegno dedicato a Cartechini si tenne all’abbazia di Fiastra, ma il Direttivo, anche su suggerimento del Comune di Macerata, ha deciso di organizzare un altro evento qui in città, dove il prof. Cartechini è vissuto e dove ha lasciato la maggiore impronta di sé e dove il Centro Studi ha la sua sede.
Del resto Pio Cartechini ha dimostrato per tutta la sua vita un grande attaccamento a questa città.
Qui si è laureato in Giurisprudenza e qui svolse uno dei suoi primi incarichi come bibliotecario.
A Macerata nel 1962 assunse la direzione dell’Archivio di Stato che mantenne per trent’anni fino al pensionamento. In questa Università è stato docente di Archivistica, dopo aver ottenuto l’anno precedente l’incarico di prestigio ad Ancona di Soprintendente archivistico per le Marche, incarico che però abbandonò per la sua grande passione che era il lavoro all’interno dell’Archivio di Stato di Macerata e per l’impegno in altri archivi della provincia come quelli di Camerino e Cingoli. Membro dell’Accademia dei Catenati di Macerata, è stato a lungo nel Direttivo della Deputazione di Storia Patria per le Marche e si deve soprattutto a lui se oggi a Macerata c’è la Biblioteca Statale, già Nazionale di Napoli. [CONTINUA]

14 settembre:
Giornata di studi
in ricordo di Giuseppe Tirelli
Il Centro Studi Storici Maceratesi ha ripreso la propria attività culturale dopo la pausa estiva con una interessante Giornata di Studi che si è tenuta a Morrovalle il 14 settembre per ricordare Giuseppe Tirelli (1813-1887), patriota, politico e illuminato proprietario del luogo. L’evento è stato organizzato con la collaborazione del Comune e dell’Archeoclub di Morrovalle. L’Amministrazione locale, guidata dal sindaco Stefano Montemarani, ha accolto con entusiasmo la proposta di ricordare Giuseppe Tirelli, un importante personaggio di origini modenesi, poi trasferitosi a Morrovalle, cittadina in cui è vissuto negli ultimi anni della vita, lasciando segni importanti della sua presenza.
Già a Modena il Tirelli si distinse all’interno di quella borghesia e aristocrazia illuminata cui si devono i primi moti risorgimentali rivoluzionari del 1831, ai quali partecipò al fianco del celebre Ciro Menotti. Subito dopo l’Unità d’Italia ebbe inizio la sua brillante carriera politica. Nel 1862 lo troviamo già insediato come prefetto di Forlì prima e poi dell’Aquila. Nel 1863 venne nominato a capo della Prefettura di Macerata, incarico che svolse fino al 1867 e in cui si dimostrò, fin dall’inizio, acuto e sensibile osservatore dell’accattivante bellezza della terra marchigiana e della sua ricca campagna che in quel momento sembrava rappresentare la rinnovata visione economica dell’agricoltura, molta cara al Governo unitario. Tornato a Modena nel 1867 e prima di ripartire per la Sicilia come prefetto di Messina, Giuseppe Tirelli acquistò nella campagna di Morrovalle una casa e un podere in contrada Palombaretta.
A conclusione dei lavori, in Contrada Crocette di Morrovalle, la Cantina Capinera ha offerto a tutti i partecipanti cozze e pesce fritto con degustazione di “vini tirelliani”.

Il Convegno
La degustazione alla Cantina Capinera
La visita alla Cantina Capinera
30 maggio: conferenza della Prof.ssa Sarti:
Scrivere sui muri: normalità o vandalismo?

Il Centro Studi Storici Maceratesi ha organizzato Giovedì 30 maggio, alle ore 17, presso la Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi-Borgetti, una conferenza tenuta dalla prof.ssa Raffaella Sarti, docente di Storia moderna all’Università di Urbino, sul tema: “Scrivere sui muri: normalità o vandalismo? Un percorso storico a partire dai graffiti del Palazzo Ducale di Urbino (secc. XV-XXI)”.
Scrivere sui muri oggi è spesso considerato un atto di vandalismo e di maleducazione. Ma è sempre stato così? Per rispondere a questa domanda la prof.ssa Raffaella Sarti analizzerà i graffiti che, a centinaia, è possibile vedere sui muri, sulle colonne, sugli stipiti e gli architravi delle porte e delle finestre del Palazzo Ducale di Urbino. La relatrice offrirà al pubblico presente la possibilità di compiere un percorso alla scoperta di un patrimonio ricchissimo di scritte e disegni che spaziano su un arco di cinque secoli e mezzo: dalla metà del XV secolo, quindi da quando il palazzo nella sua forma attuale iniziò ad essere costruito, fino ai giorni nostri. Graffiti in gran parte incisi con oggetti appuntiti, ma anche tracciati a carboncino, sanguigna e matita.
Gli studiosi spesso differenziano le iscrizioni dai graffiti, sostenendo che le iscrizioni sono scritte ufficiali, mentre i graffiti sarebbero scritte trasgressive, fatte senza il permesso del proprietario dei muri, o contro la sua volontà. Nel caso dei graffiti del Palazzo Ducale di Urbino, questa distinzione è molto problematica. Anche i membri della famiglia ducale probabilmente scrissero sui muri, e la stessa cosa fecero i rappresentanti del papa dopo che, nel 1631, il Ducato urbinate venne integrato nello Stato pontificio.
Il caso urbinate permette pertanto di illustrare la varietà di persone – diversissime per estrazione sociale, cultura, età, genere, nazionalità, ecc. – che sui muri scrivevano, dai duchi ai servitori, dai carcerati agli ecclesiastici, dalle guardie svizzere agli studenti. Nel contempo il caso urbinate contribuisce a mostrare l’ampia varietà di scritte e disegni che, per secoli, era possibile vedere sui muri, varietà diversa, per molti aspetti, da quella visibile oggi.
Che cosa si scriveva dunque sui muri? Dalle scritte amorose alle brevi cronache, dalle notazioni meteorologiche agli improperi, dagli evviva al principe alle contestazioni. I disegni a volte rappresentavano uomini, donne, animali, piante, edifici, giochi e simboli. Scritte e disegni sui muri del palazzo urbinate erano numerosissimi: quelli sopravvissuti fino ad oggi ci aprono una insospettata finestra su frammenti di vita quotidiana di secoli ormai lontani.
Ha introdotto il prof. Alberto Meriggi, presidente del Centro Studi Storici Maceratesi.
Italia e Marche
di fronte all'Impero Ottomano
nel Rinascimento
Il Centro Studi Storici Maceratesi ha organizzato per Venerdì 10 maggio, alle ore 17, presso la Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi-Borgetti, una conferenza tenuta dal Prof. Marco Pellegrini dell’Università di Bergamo sul tema: “Italia e Marche di fronte all’Impero ottomano nel Rinascimento”.
Il prof. Pellegrini è tra i più insigni studiosi italiani dell’età moderna e particolarmente del Rinascimento. Nel Maceratese e nelle Marche il tema che è stato trattato nella conferenza risulta abbastanza nuovo e poco approfondito in convegni e pubblicazioni. Tra i molti aspetti che contraddistinsero l’età del Rinascimento vi fu anche il ritorno in vita della crociata, in forme parzialmente nuove rispetto al passato. Le crociate sono ancora abitualmente associate all’idea di Medioevo: l’elenco ufficiale ne conta otto fra il 1098 e il 1270. Ma anche dopo quest’ultima data per un lungo tempo la crociata restò un obiettivo capace di mobilitare emozioni e risorse dell’Europa cristiana. Queste “crociate tardive” non ebbero più come oggetto la lotta per la Terrasanta ma la difesa dello spazio europeo dall’avanzata dell’Impero ottomano. Furono molte: se ne annoverano più di dieci fino alla battaglia di Lepanto del 1571 e altre ne seguirono in età rinascimentale. Rivelatasi perdente nella contesa per i luoghi santi, la guerra santa contro l’infedele venne riscoperta dal Papato tra Tre e Quattrocento come mezzo di mobilitazione collettiva contro il pericolo turco. Durante questo periodo gli eserciti della cristianità colsero più insuccessi che vittorie. Teatro degli eventi fu anche il Mediterraneo e in diverse occasioni anche tutte le coste marchigiane, comprese quelle del Maceratese, ne furono coinvolte. Alcuni studi e pubblicazioni del prof. Marco Pellegrini raccontano di diversi progetti di strategie offensive e difensive antiottomane promossi dal Papato nelle Marche e i loro esiti.
Ha introdotto l’intervento del prof. Pellegrini il prof. Alberto Meriggi, presidente del Centro Studi.
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